Non è solo questione di peso

Tutti sappiamo quanto conta il peso in bicicletta, quanto sia faticoso il sovrappeso in salita e quanto invece ci si senta meglio al peso forma. Appare ovvio che con un minor peso del sistema (uomo più bici) sottoposto a forza di gravità (salita), permetta di erogare meno watt a parità di velocità (o di VAM). Ci sono studi che dicono anche quanti secondi si guadagnano con alcuni chili in meno, ma non è questo il punto. A volte un dimagrimento scorretto (eccessivo in termini quantitativi e/o a discapito della massa metabolicamente attiva) ha un impatto negativo sulla performance, il classico atleta “finito”. La verità come sempre sta nel mezzo, e vi riportiamo un esempio di percorso opposto proprio per ampliare la visuale in tal senso.

a cura del dott. Alessio Cellini
PERCORSO INVERSO, AUMENTO DI 13 CHILOGRAMMI IN UN ANNO

Prendiamo in esame un atleta “reale” (lo teniamo anonimo per ovvi motivi) che in questa stagione (dicembre 2015 / settembre 2016) è “ingrassato” 13 chilogrammi. Ovvio non sta a noi giudicare questo, sappiamo essere un imprenditore con attività in proprio molto importante, in cui mette tutto se stesso e lascia alla bici solo lo spazio di uno svago. Ad ogni modo grazie ad allenamenti programmati è riuscito ad avere dei buoni parametri di forza e resistenza e a divertirsi molto di più in gara (spesso con risultati anche migliori che in passato). Ma vediamo i dati meglio nel dettaglio per capire come questo sia possibile.

Analisi della composizione corporea
L’analisi della composizione corporea serve a valutare dal punto di vista quantitativo e qualitativo le nostre masse. Esistono molti metodi, più o meno precisi e più o meno costosi, tra questi la plicometria è un ottimo compromesso (per soggetti “atleti”).

Il soggetto in esame:

  • Dicembre 2015: altezza 173 centimetri  per 64 chilogrammi, BMI 21.4, 5.6% massa grassa. Quindi un soggetto magro, leggero e con una % di massa grassa quasi da professionista. Questa condizione però gli costa sacrifici enormi a tavola, dover pesare il cibo, rinunciare ad una cena con gli amici e a dire il vero mi confida anche anche stimoli sessuali ridotti (assetto ormonale androgeno compromesso). Infatti per avere questo peso è sotto stretto controllo di un nutrizionista. In gara parte a rilento ma viene fuori sulla durata e nelle salite importanti (>8/10%)
  • Settembre 2016: altezza 173 centimetri per 77 chilogrammi, BMI 25.7, 16.5% massa grassa.      Quindi un soggetto sovrappeso, con una % di massa grassa troppo elevata anche per l’ambito “fitness”. In realtà ammette di non avere adesso nessun criterio a tavola, andare spesso a cena con gli amici ed aver ritrovato gli stimoli sessuali di un tempo. In gara parte forte e motivato, in salita ovviamente paga, ma nei falsopiani riesce ad andare forte e soprattutto si diverte molto!

Capacità neuromuscolari di forza e sprint
La valutazione delle capacità neuromuscolari di forza e sprint ci permette di mappare il soggetto secondo le sue fibre veloci (qualità e quantità) e di stabilire in base al modello della prestazione se può aver senso o meno allenare tali aspetti. Sono in realtà capacità con un range ridotto di allenabilità (risentono molto delle caratteristiche genetiche) ma ad esempio sono marker molto sensibili (in crollo) in caso di dimagrimento scorretto (con perdita di massa magra).

Riguardo il nostro soggetto in esame

  • Dicembre 2015: potenza migliore nella serie di sprint 661watt pari a 10,33w/kg. Massima forza applicata alla pedivella 524 newton
  • Settembre 2016: potenza migliore nella serie di sprint 860watt pari a 11,17w/kg. Massima forza applicata alla pedivella 648 newton

A conti fatti, c’è stato un miglioramento di quasi 1w/kg nello sprint, e di 124 newton nella forza specifica.

Massima potenza aerobica (VO2max)
In parole povere il VO2max indica il volume massimo di consumo di ossigeno di cui il soggetto è capace, espresso in ml/kg/min., è realmente la nostra cilindrata. Il nostro limite aerobico tanto più è alto tanto più il contributo massivamente lattacido (che si esaurisce poi in pochi minuti) è spostato in avanti.

Riguardo il nostro soggetto in esame

  • Dicembre 2015: VO2max 65,7 ml/kg/min, pari a 4,203 lt

  • Settembre 2016: VO2max 63,6 ml/kg/min, pari a 4,898 litri


A conti fatti, c’è stato un calo di VO2max relativo di 2,1 ml/kg/min (circa il 3% in meno) che confrontato con i 13 chilogrammi di peso in più appare molto modesto.

Test incrementale e soglia anaerobica
La valutazione tramite Test incrementale è una delle metodiche da laboratorio atte a determinare la potenza di Soglia anaerobica e la Potenza aerobica massima del soggetto.

Riguardo il nostro soggetto in esame

  • Dicembre 2015: Massima potenza aerobica 309watt pari a 4,83w/kg. Soglia anaerobica 255watt pari a 3,98w/kg a 164 bpm/min.
  • Settembre 2016: Massima potenza aerobica 372watt pari a 4,83w/kg. Soglia anaerobica 305watt pari a 3,96w/kg a 168 bpm/min.

A conti fatti non c’è stato alcun cambiamento significativo nei parametri di potenza metabolica relativa del soggetto, in riferimento alla Soglia anaerobica ed alla Potenza aerobica massima. I 13 chilogrammi di peso in più sono stati perfettamente compensati da un corrispettivo aumento in watt.

Conclusioni
Il peso è certamente importante, ma non troverete nessun ciclista anziano che non vi dica che “il peso è la base”. Ma con le conoscenze ed i mezzi oggi a disposizione riusciamo ad essere più precisi, possiamo vedere il peso sempre in rapporto alle potenze erogabili cercando il compromesso migliore anche in considerazione di capacità di recupero e volitività, senza dimenticare tutti gli aspetti lavorativi/sociali/familiari tipici di un amatore spesso incompatibili con strutture “pelle ed ossa”.

(7/09/2016)

Alessio Cellini

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