Lo scarpino ideale per il ciclismo e le problematiche derivanti da calzature non idonee

La scelta dello scarpino per il ciclista viene spesso basata sul fattore estetico, sulle tendenze del momento e sulle disponibilità del negozio di riferimento, in realtà per la scelta della calzatura è fondamentale orientare la decisione dell’acquisto verso parametri di ergonomicità.

Per comprendere meglio l’importanza del rispetto della normale fisiologia del piede dobbiamo prima descriverne le caratteristiche principali.

Il piede è il segmento finale dell’arto inferiore ed ha il compito di stabilizzare e trasmettere energia per i movimenti del corpo durante la locomozione, nel nostro caso per la rivoluzione del pedale. E’ composto dall’associazione armonica di ossa, articolazioni, legamenti e muscoli e può essere suddiviso in tre unità funzionali: retro piede; medio piede; avampiede.

INFORMAZIONI FONDAMENTALI CHE DOBBIAMO SAPERE SUI NOSTRI PIEDI AL MOMENTO DELLA SCELTA DELLO SCARPINO

Al momento della scelta dello scarpino è importante tenere conto delle caratteristiche del proprio piede, una prima semplice analisi dell’avampiede avviene attraverso la classificazione in base alla formula digitale dove analizzando la lunghezza delle dita dei piedi possiamo riscontrarne sostanzialmente tre tipologie:

Greco = primo dito più corto del secondo dito

Egizio = primo dito più lungo del secondo dito

Romano = primo e secondo dito della stessa lunghezza

Ulteriore caratterizzazione è data dalla volta plantare, struttura composta da tre archi (laterale, mediale e trasverso), questi in base alle loro variazioni di curvatura possono determinare situazioni più o meno evidenti di:

  • Piede ad arco basso (piatto)
  • Piede ad arco normale
  • Piede ad arco alto (cavo)

Le strutture ad arco del piede sono molto importanti e proteggono da compressioni eccessive durante il carico i nervi, i vasi sanguinei ed i muscoli della pianta del piede, il cedimento di queste strutture è la causa principale del fastidio ai piedi di molti sportivi.

L’incrocio di questi archi evidenzia i tre punti di appoggio del piede: testa del primo metatarso, testa del quinto metatarso e tuberosità posteriore del calcagno

AL MOMENTO DELLA SCELTA DELLO SCARPINO DOBBIAMO CONSIDERARE

1-Forma della tomaia anteriore della calzatura.

Esistono diversi tipi di calzature, ognuno con una forma della tomaia anteriore che si addice o meno al nostro tipo avampiede (tenendo conto della classificazione digitale)

Utilizzare una calzatura con avampiede non idoneo comporta l’accavallamento delle dita del piede, con conseguenze problematiche a livello circolatorio e maggior stress dell’area metatarsale e probabile infiammazione della zona (metatarsalgia).

In caso di metatarsalgia oltre alla sostituzione della calzatura è necessario effettuare fisioterapia per ridurre l’infiammazione nella fase acuta, dopodiché bisogna optare per accorgimenti all’interno della calzatura in grado di ridurre la pressione sulla zona dolente e sostenere la volta plantare.

 

2-Larghezza dell’avampiede.

E’ fondamentale optare per una calzatura con dimensione dell’avampiede idonea ad ospitare senza restrizioni e forzature il nostro piede, questo ci consente di avere appoggio pieno e comodo dell’avampiede nella calzatura. Un trucco è quello di visionare la soletta della calzatura per capire che tipo di piede riesce ad ospitare.

Utilizzare una calzatura con dimensioni dell’avampiede non idonee comporta l’enfatizzazione eccessiva dell’arco trasversale del piede con conseguente sensazione di bruciore a livello metatarsale, indolenzimento delle dita e distribuzione disomogenea della spinta all’interno della calzatura

Esempio di calzatura stretta nell’area metatarsale, evidente mancanza di appoggio del 3-4-5 metatarso e distribuzioni delle pressioni non ottimale.

3- Lunghezza della calzatura.

La lunghezza della calzatura deve essere di poco superiore alla misura rasa del piede nudo, se abbiamo scelto la forma dello scarpino in maniera corretta avremo un piede saldo e fasciato. La punta del piede non deve quindi toccare la tomaia anteriore della scarpa.

La scelta di uno scarpino troppo grande comporta l’instabilità del piede all’interno della calzatura al momento della spinta sui pedali oltre alla difficile determinazione del punto di scarico sul pedale. La scelta dello scarpino troppo piccolo comporta la costrizione del piede con la perdita di sensibilità di alcune aree del piede, dolore, infiammazioni di avampiede e fascia plantare e retrazione delle dita. In casi limite può provocare l’insorgere di tendinopatie a carico degli arti inferiori.

4- Tipologia di suola.

La suola degli scarpini non è mai in piano ma ha una certa angolazione rispetto al piano di appoggio della tacchetta, questa angolazione della suola crea una differenza tra retro piede ed avampiede.

È importante scegliere il tipo di suola in base alle proprie caratteristiche articolari e muscolari.

L’angolo preso in considerazione gioca un ruolo importante nella mobilità della caviglia e quindi è in grado di aiutare il rendimento biomeccanico di soggetti con stile di pedalata a “cedimento” eccessivo del tallone.

Inoltre scegliere la giusta rigidità della scarpa è fondamentale per non incappare nei classici dolori del piede o delle ginocchia dopo alcuni km percorsi, la suola è in grado di smorzare o di enfatizzare problematiche di pronazione o supinazione eccessiva del piede, e questa caratteristica può essere utilizzata a vantaggio della salute del ciclista

5- Tipologia di soletta

La soletta interna alla calzatura gioca un ruolo fondamentale nella resa biomeccanica, nel comfort e nella risoluzione di problematiche tipiche del piede dello sportivo, la maggior parte delle case produttrici forniscono le calzature di “solette” base con spessore limitato ed arco plantare inesistente.

È opportuno dopo una attenta analisi dell’appoggio plantare e dell’atteggiamento degli arti in pedalata valutare l’acquisto o la realizzazione di solette custom in grado di supportare l’arco plantare durante la spinta e di mantenere (senza forzature) la verticalità dell’asse meccanico degli arti inferiori.

L’assenza di supporto della volta plantare durante l’attività sportiva può determinare indolenzimento di avampiede (per compressione nervosa), dolore alla fascia plantare, pressione disomogenea sulla pianta del piede.

Esempio di ridistribuzione del carico tramite soletta custom
(sinistra senza soletta – destra con soletta)
Si nota il miglioramento della distribuzione a destra, con carico sui punti di appoggio e maggior contatto del piede per tutta la superficie rispetto all’immagine sinistra dove la pressione risulta invece sbilanciata verso l’esterno del piede con dolenzia della zona e frequenti crampi della fascia plantare.

ESERCIZI PER IL BENESSERE DEL PIEDE

Gli esercizi per il benessere dei piedi vengono spesso sottovalutati, il piede ha una struttura sottoposta a stress continuo e quindi merita di essere trattato con riguardo.

Aggiungete allo stretching abituale del post allenamento anche qualche piccolo esercizio per la salute dei vostri piedi:

1- Effettuate lo stretching della fascia plantare come in figura, arrivate alla posizione con gradualità e tenetela per 30’’, fate attenzione al ritorno alla posizione di partenza evitate movimenti bruschi. Se trovate difficolta ad assumere questa posizione effettuate lo stretching della zona manualmente.

2- Effettuate il massaggio della pianta del piede con una pallina da tennis morbida effettuando delle pressioni e rotazioni in direzione delle zone dolenti, anche qui 1/2’ per arto.


3- Effettuate delle prese con le dita dei piedi di un asciugamano o di una matita, in maniera tale da stimolare la muscolatura e migliorare la r.o.m. articolare della struttura (1’ di prese continue per arto)


Questi semplici esercizi se effettuati con costanza aiutano al mantenimento di una buona salute del piede.

CONCLUSIONI

Il dolore ai piedi del ciclista è nella maggior parte delle volte causa di uno scarpino non adatto al piede, la scelta dello scarpino richiede delle misurazioni e delle considerazioni ben precise.Il piede comodo all’interno della scarpa è necessario per poter esprimere al meglio le proprie energie senza rischiare danni alla struttura. Non seguite la moda del momento ma valutate con attenzione la vostra calzatura ideale.