Posizionamento tacchette: fisse o mobili

Quale ciclista non ha mai avuto il dubbio nello scegliere che tipo di tacchette utilizzare per il proprio pedale? Per ogni marca ne esistono infatti modelli con gradi di libertà diversi, vediamo insieme il perchè e come scegliere quello adatto a noi.

Ad oggi la vasta gamma di pedali e tacchette per ciclismo disponibili permettono di poter scegliere con libertà la propria soluzione, i maggiori produttori con caratteristiche medie del prodotto (parametri indicativi medi):

Tacchetta Look (0°nere- 4.5°grigie- 9°rosse)
Tacchetta Look mtb (6°)
Tacchetta Crank Brother (6°)
Tacchetta Shimano (0°rosse- 2°blu- 6°gialle)
Tacchetta Shimano spd (5°)
Tacchetta Time (5°)
Tacchetta Time mtb (5°)
Tacchetta Speedplay (0-15°)
Tacchetta Speedplay mtb (0-10°)

La tecnologia del pedale consente un angolo di sgancio differente tra i pedali e molti di questi sfruttano questa caratteristica per aumentare la libertà angolare prima dell’angolo di sgancio del pedale (ottimo tampone per i vizi di movimento).

Ho spesso avuto a che fare con ciclisti convinti di dover montare tacchette a gioco 0° per paura di perdere potenza o semplicemente perchè a loro dire “hanno fastidio a sentire il piede muoversi durante la pedalata”.

Ma è realmente così? Si perde energia nel movimento di rotazione laterale del piede? Se si muove il piede durante la pedalata è giusto che si muova o va bloccato? 

La risposta sta sempre nella biomeccanica dell’arto inferiore, analizziamola insieme con un caso di esempio e troviamo la soluzione.

L’anatomia dell’arto inferiore con le sue articolazioni evidenzia una necessità di rotazione reciproca tra i vari segmenti durante la flesso estensione, ad esempio per la deambulazione come per la pedalata. Durante la pedalata le strutture articolari “in caso di normo funzionalità” assicurano la capacità di mantenere l’asse meccanico il più possibile perpendicolare al pedale durante la fase di spinta, questo sistema è ostacolato dalla creazione di punti fissi sul bacino (sella) e piede (pedale).

Se durante la deambulazione il bacino è libero di muoversi bisogna considerare il fatto che sulla bici è molto più vincolato perché direttamente sottoposto al carico corporeo (siamo seduti sul sellino), per cui il suo comportamento in dinamica sarà diverso dalla deambulazione, il suo movimento seppur presente, sarà limitato come anche la sua capacità di assecondare l’arto durante la pedalata.

Il movimento dell’arto inferiore durante la pedalata 

Solitamente il femore in spinta va in adduzione e intrarotazione mentre in trazione in abduzione ed extrarotazione, questo movimento viene accompagnato dal movimento reciproco della tibia e del perone necessario a mantenere il piede in asse con il ginocchio e garantire la spinta con l’avampiede sul pedale. Il piede durante il suo movimento di flessione ed estensione rispetto alla tibia induce un leggero movimento di rotazione interna ed esterna della gamba. Questa necessità di movimento in caso di pedale a gioco laterale 0° viene limitata con ripercussioni sul ginocchio.

Potete osservarlo anche voi stessi con un semplice test:

In posizione da seduto tenete una gamba con il ginocchio al petto ed il piede flesso verso di voi, osservate la posizione del ginocchio rispetto al piede e del piede rispetto alla tibia.
Lentamente distendete la gamba mantenendo il piede flesso verso la tibia ed osservare il comportamento del ginocchio sul piede e del piede sulla tibia.
Per finire distendete il piede sulla tibia e verificate gli allineamenti.

Durante la pedalata del nostro caso esempio (ciclista biker)  possiamo vedere l’oscillazione laterale delle ginocchia nella loro diversa entità , ma sempre centrale nella spinta a 18,5 cm di distanza dal centro della bici, questo sta a confermare la necessità dell’arto inferiore di verticalizzare l’asse meccanico durante la spinta.

Durante la risalita dell’arto viene evidente la condizione posturale del ciclista che può prevedere movimenti diversi in base all’assetto del bacino, dell’anca .. di tutto.

Il comportamento del piede in rotazione laterale vede la necessità di ruotare in senso positivo (tallone interno e punta esterna) per entrambi i lati, ma maggiormente per il destro e soprattutto sotto sforzo (alla fine del grafico) 

Abbiamo il sx che necessita di una posizione tra i 3° ed 5° (2° range)
Abbiamo il dx che necessita di una posizione tra i 5° ed 7.5° (2.5° range)

Questo comportamento asimmetrico è riflesso su tutto il corpo e viene confermato dal movimento asimmetrico della pelvi.

Vediamo la rotazione pendere per i valori positivi (indica una flessione verso destra) pur mantenendo simmetrica l’obliquità.

Un altro test di esempio vede il ciclista su strada, in questo caso abbiamo una condizione femorale differente, ovvero le ginocchia sono più vicine al telaio rispetto al ciclista, quindi un coinvolgimento muscolare differente, maggior adduzione ed intrarotazione femorale, il comportamento del piede può sembrare maggiormente simmetrico ma mette in evidenza la necessità del piede sinistro di sfogare con il tallone verso l’esterno durante la fase di spinta (notare i picchi rossi con valore prossimo allo 0).

Questo tentativo di rendere lineare la spinta dell’arto vede uno sfogo anche nell’oscillazione laterale del ginocchio (rosso > blu) , in questo caso la tacchetta non consente un movimento corretto e va orientata diversamente ed eventualmente scelta con un gioco laterale maggiore per consentire all’arto di mantenere la sua posizione di comfort (andrà certamente migliorata con del lavoro posturale specifico e rivalutata a distanza) 

In questi come in tutti i casi la regolazione della tacchetta per lo scarpino da ciclismo deve tenere conto della rotazione fisiologica dell’arto.

Il posizionamento della tacchetta può prevedere altri piani di movimento e possono riguardare il piano longitudinale con la regolazione ottimale per evitare le problematiche derivanti dalla tacchetta troppo avanzata e troppo arretrata. Il piano trasversale (con il gioco laterale) che regola la distanza del piede dal centro della bici (margine di pochi millimetri) questo fattore è molto importante per chi ha disarmonie posturali.

Lo spessoramento delle tacchette da ciclismo che consente di bilanciare il movimento degli arti inferiori in caso di posizioni sbilanciate, disarmonie posturali e problematiche traumatiche (inteso come ultimo step, sempre meglio valutare prima la possibilità di rieducare la postura dopo accertamenti ortopedici).

In tutti questi casi la biomeccanica corporea da la soluzione al problema, la ricerca delle giuste collaborazioni articolari e dell’armonia del movimento sono la strada da seguire.

Questi altri aspetti verranno approfonditi in un articolo specifico dedicato.

Da questo ne possiamo dedurre che:

Il movimento dell’arto inferiore durante la pedalata prevede la necessità di collaborazioni di movimento su diversi piani, questa trova compensi in parte dal movimento del bacino sulla sella ed in parte nella rotazione del piede sul pedale, per questo motivo scegliere un pedale con movimento vincolante non è una scelta sana per le articolazioni.

Un valore medio di oscillazione laterale utile per tutti è compreso tra i 2 ed i 3 °, mentre sono richiesti gradi maggiori nel caso di limitazioni o disarmonie posturali evidenti.

E’ utile valutare il proprio movimento per trovare la soluzione ideale, il posizionamento o la scelta scorretta di una tacchetta può compromettere l’intera posizione sulla bici.

La perdita di resa al piede durante la pedalata concettualmente e praticamente non è significativa, la rotazione non smorza la spinta assiale, anzi garantendo la fisiologia dell’asse meccanico ne garantisce la massima espressione nel tempo.