
Scopri quando usare gli spessori sotto tacchetta per compensare una dismetria. Analisi completa, esempi pratici e consigli del biomeccanico.
Hai scoperto di avere una dismetria degli arti inferiori oppure senti una evidente differenza tra le gambe durante la pedalata e stai pensando di usare uno spessore sotto tacchetta (cleat shim) per pareggiare?
I misuratori di potenza moderni evidenziano con precisione le asimmetrie di spinta che un tempo venivano considerate solo in presenza di dolore durante l’attività sportiva.
Durante una valutazione biomeccanica in sella è frequente applicare spessori o strategie di compenso per ottimizzare il posizionamento del ciclista.
La risposta è no.
Lo spessore sotto tacchetta è utile solo se la differenza è reale e significativa dal punto di vista clinico e dinamico.
Prima di procedere, è importante chiarire alcuni principi legati alla strategia di compenso con gli spessori.
Le valutazioni biomeccaniche analizzano un sistema in movimento, che non risponde alle stesse regole della postura in statica verticale.
Anche in presenza di una leggera gamba “corta”, non sempre si osserva una reale o significativa asimmetria di movimento in escursione o velocità angolare durante la pedalata.
Per questo motivo:
La scelta deve essere guidata dalla valutazione del gesto atletico, osservato direttamente durante la pedalata attraverso analisi biomeccanica.
Capita spesso che, durante una valutazione posturale, emergano differenze segmentali o compensazioni (rotazioni, inclinazioni di pelvi e tronco). In sella, però, queste stesse compensazioni possono risultare perfettamente armonizzate, senza necessità di intervenire.
Al contrario, alcuni ciclisti che in statica appaiono equilibrati mostrano importanti compensi dinamici, poco compatibili con una pedalata efficiente.
Per questo motivo è essenziale ragionare sui risultati combinati di:
così da individuare la strategia più adatta al singolo atleta.
Un parametro utile da analizzare è il comportamento del bacino in pedalata:
rotazione pelvica e obliquità mostrano se il ciclista compensa in modo corretto oppure se l’asimmetria genera squilibri.

Quando questi valori rientrano nella norma, spesso lo spessore è inutile, poiché il sistema riesce già a compensare efficacemente.
Un altro parametro più complesso è l’analisi delle accelerazioni angolari, prendiamo l’esempio della caviglia.
Questi dati sono fondamentali per individuare differenze che, nel tempo, possono provocare fastidio o perdita di efficienza.
Nelle immagini analizzate si osserva un picco di accelerazione più elevato nella caviglia destra durante il PMI (punto morto inferiore).
Il ciclista non aveva dolore, ma avvertiva un leggero sbilanciamento sotto sforzo (<4%).

Dopo la prima analisi, è stato testato uno spessore sotto la tacchetta destra.

Risultati:
Un miglioramento evidente, ottenuto grazie alla valutazione biomeccanica mirata ed una strategia di compenso idonea.
Nel ciclismo – sport simmetrico e ripetitivo – pochi millimetri possono cambiare la distribuzione dei carichi.
Uno shim applicato senza criterio può:
Il ruolo del biomeccanico è decisivo per capire:
È anche consigliato controllare periodicamente la pedalata, perché le esigenze del corpo cambiano con l’allenamento e con il tempo.
Gli spessori possono essere indicati in caso di:
Gli spessori sotto tacchetta possono essere una soluzione efficace, ma non sono universali.
Ogni corpo presenta asimmetrie: capire quando compensare e quanto richiede esperienza, attenzione clinica e analisi biomeccanica dettagliata.
Le problematiche della pedalata possono essere approfondite in passaggi successivi al posizionamento iniziale, con test mirati e tempi adeguati per ottenere risultati affidabili.