Spessori sotto tacchetta e dismetria: quando sono necessari

Spessori sotto tacchetta e dismetria: quando servono davvero (e perché la valutazione del biomeccanico è decisiva)

Scopri quando usare gli spessori sotto tacchetta per compensare una dismetria. Analisi completa, esempi pratici e consigli del biomeccanico.

Hai scoperto di avere una dismetria degli arti inferiori oppure senti una evidente differenza tra le gambe durante la pedalata e stai pensando di usare uno spessore sotto tacchetta (cleat shim) per pareggiare?
I misuratori di potenza moderni evidenziano con precisione le asimmetrie di spinta che un tempo venivano considerate solo in presenza di dolore durante l’attività sportiva.

Durante una valutazione biomeccanica in sella è frequente applicare spessori o strategie di compenso per ottimizzare il posizionamento del ciclista.

Ma è sempre indicato spessorare un’asimmetria?

La risposta è no.

Lo spessore sotto tacchetta è utile solo se la differenza è reale e significativa dal punto di vista clinico e dinamico.

Prima di procedere, è importante chiarire alcuni principi legati alla strategia di compenso con gli spessori.

Perché la dismetria non coincide sempre con un problema in bici

Le valutazioni biomeccaniche analizzano un sistema in movimento, che non risponde alle stesse regole della postura in statica verticale.
Anche in presenza di una leggera gamba “corta”, non sempre si osserva una reale o significativa asimmetria di movimento in escursione o velocità angolare durante la pedalata.

Per questo motivo:

  • misurare i segmenti corporei non basta;
  • non è corretto ipotizzare il comportamento dinamico partendo solo da un arto corto, intraruotato o da una inclinazione pelvica.

La scelta deve essere guidata dalla valutazione del gesto atletico, osservato direttamente durante la pedalata attraverso analisi biomeccanica.

Compensazioni: quando non servono (e quando invece sì)

Capita spesso che, durante una valutazione posturale, emergano differenze segmentali o compensazioni (rotazioni, inclinazioni di pelvi e tronco). In sella, però, queste stesse compensazioni possono risultare perfettamente armonizzate, senza necessità di intervenire.

Al contrario, alcuni ciclisti che in statica appaiono equilibrati mostrano importanti compensi dinamici, poco compatibili con una pedalata efficiente.

Per questo motivo è essenziale ragionare sui risultati combinati di:

  • analisi posturale;
  • analisi biomeccanica in sella.

così da individuare la strategia più adatta al singolo atleta.

Esempio: analisi della pelvi e dell’obliquità in caso di arto corto

Un parametro utile da analizzare è il comportamento del bacino in pedalata:
rotazione pelvica e obliquità mostrano se il ciclista compensa in modo corretto oppure se l’asimmetria genera squilibri.

Quando questi valori rientrano nella norma, spesso lo spessore è inutile, poiché il sistema riesce già a compensare efficacemente.

Analisi dinamica: accelerazioni angolari e simmetria di spinta

Un altro parametro più complesso è l’analisi delle accelerazioni angolari, prendiamo l’esempio della caviglia

Questi dati sono fondamentali per individuare differenze che, nel tempo, possono provocare fastidio o perdita di efficienza.

Esempio reale – Studio CTM: quando lo spessore è risultato utile

Nelle immagini analizzate si osserva un picco di accelerazione più elevato nella caviglia destra durante il PMI (punto morto inferiore).
Il ciclista non aveva dolore, ma avvertiva un leggero sbilanciamento sotto sforzo (<4%).

Dopo la prima analisi, è stato testato uno spessore sotto la tacchetta destra.

Risultati:

  • riduzione dell’accelerazione angolare dell’8%;
  • simmetria di pedalata migliorata;
  • rapporto potenza SX/DX da 54/46% a 51/49%.

Un miglioramento evidente, ottenuto grazie alla valutazione biomeccanica mirata ed una strategia di compenso idonea.

Perché non devi applicare uno spessore “a intuito”

Nel ciclismo – sport simmetrico e ripetitivo – pochi millimetri possono cambiare la distribuzione dei carichi.

Uno shim applicato senza criterio può:

  • aumentare dolori al ginocchio, anca o schiena;
  • peggiorare l’efficienza;
  • spostare il problema da un’articolazione a un’altra.

Il ruolo del biomeccanico è decisivo per capire:

  • se compensare;
  • come farlo;
  • e in quale misura.

È anche consigliato controllare periodicamente la pedalata, perché le esigenze del corpo cambiano con l’allenamento e con il tempo.

Quando sono davvero utili gli spessori sotto tacchetta?

Gli spessori possono essere indicati in caso di:

  • Pedalata asimmetrica superiore al 3%;
  • Dolore laterale alla schiena;
  • Dolore a una sola gamba;
  • Sensazione di seduta asimmetrica;
  • Dismetria ossea importante accertata;
  • Scoliosi o torsioni pelviche rilevanti.

Conclusione

Gli spessori sotto tacchetta possono essere una soluzione efficace, ma non sono universali.
Ogni corpo presenta asimmetrie: capire quando compensare e quanto richiede esperienza, attenzione clinica e analisi biomeccanica dettagliata.

Le problematiche della pedalata possono essere approfondite in passaggi successivi al posizionamento iniziale, con test mirati e tempi adeguati per ottenere risultati affidabili.

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