Come scegliere la lunghezza delle pedivelle ottimale

Tutti i ciclisti al momento dell’acquisto della nuova bici o al restyling del gruppo si trovano di fronte alla necessità di scegliere la lunghezza delle pedivelle, ma non tutti sanno orientare bene questa scelta.

Grazie alla pedivella il ciclista ha la possibilità di permettere lo spostamento della bici a costo energetico ridotto, è una leva di secondo genere dato che la forza resistente è tra il fulcro e la forza motrice (quindi vantaggiosa).


Figura 1 Esempio di leva di secondo genere

Legato alla lunghezza delle pedivelle si possono elencare considerazioni di varia natura. Possiamo parlare di costo energetico, coppia motrice, efficienza del gesto, coordinazione e carico muscolare/articolare. Detto questo è facile dedurre l’importanza di questa scelta (apparentemente semplice).
Ad oggi la metodica “casalinga” più utilizzata è la consultazione e l’utilizzo delle tabelle disponibili in letteratura, parliamo della metodica dettata da Haushalter basata sulla misurazione della lunghezza del femore e la metodica di Hinault basata sulla misurazione del cavallo.

Entrambe le tabelle mettono in correlazione la lunghezza di segmenti ossei con la lunghezza delle pedivelle, sono basate su principi dettati da medie statistiche di misurazioni e casistiche, è evidente il limite di precisione di questo sistema ma non l’utilità reale di queste indicazioni.
Le case costruttrici mettono a disposizione diverse lunghezze di pedivella, considerando un range da 160 a 180 millimetri. È doveroso sottolineare anche la possibilità di richiedere la lavorazione custom alle aziende che lo permettono.

Il mercato, per semplicità, propone sempre meno possibilità di scegliere la staffa desiderata, ad oggi ritroviamo facilità di acquisto delle lunghezze 170-172.5-175 millimetri.

COSA BISOGNA CONSIDERARE  NELLA SCELTA DELLE PEDIVELLE NEL CICLISMO?

Come abbiamo accennato precedentemente, la scelta delle pedivelle, deve tenere conto di diversi aspetti legati alle caratteristiche del soggetto e dello sport che andrà a praticare. Questo perché la scelta di una pedivella poco adatta può compromettere, in maniera variabile, la performance e la salute articolare del soggetto.

Non bisogna orientare la scelta delle pedivelle semplicemente basandosi sulla lunghezza del femore, ci sono altri importanti aspetti da tenere in considerazione.

È dimostrato che al variare di staffa (con variazione massima di 10 millimetri) non corrisponde una variazione significativa del consumo metabolico, ma al contrario abbiamo una modificazione a livello coordinativo, muscolare, articolare e di coppia di spinta.

Esempio di analisi articolare per determinare la lunghezza di pedivella ideale

In realtà avendo a che fare con il corpo umano è concettualmente errato cercare di dare definizioni che ricerchino conferme assolute, ogni caratteristica fisica, che sia una facilitazione muscolare o una limitazione articolare ecc. può diventare il fattore limitante che rimescola le carte in tavola.

Un test di grande validità nella scelta delle pedivelle ideali nel ciclismo è l’analisi angolare dell’arto inferiore durante la pedalata e quindi analisi articolare.

La pedivella nel ciclismo ha la lunghezza giusta quando non crea turbe nel movimento e premette l’espressione di forza.

Le caratteristiche personali e le caratteristiche del telaio (postura e lunghezza dei segmenti) giocano un aspetto fondamentale in questa scelta importante.

Grazie alla analisi 3d del movimento è possibile studiare nel dettaglio l’andamento articolare e quindi trovare la soluzione.

Bisogna definire le caratteristiche di movimento del soggetto (facilitazioni articolari e predisposizione) e poi ricercarle nell’espressione di pedalata cosi da assecondare le proprie attitudini.

I movimenti di anca, ginocchio e caviglia possono essere gestiti con il settaggio del mezzo cosi da assecondare le caratteristiche predominanti.

Nell’immagine potete vedere l’effetto sul movimento della scelta di una pedivella non adatta al ciclista, il grafico mostra l’angolo della caviglia durante le fasi della pedalata, nel punto indicato si crea una turba biomeccanica (visibile come interruzione brusca del movimento armonico) in prossimità della massima flessione del ginocchio.

 

Questo “difetto” crea uno sfogo di movimento che risale fino alla colonna e genera una pedita di contrazione che limità l’efficacia del gesto e la salute articolare del ciclista.

Un altro test interessante riguarda la parte muscolare:

Per avere un incrocio di dati utili ritengo fondamentale l’utilizzo di test di analisi coordinativa, magari affiancata ad analisi delle contrazioni muscolari ed andamento di coppia con un test specifico, ad esempio propongo il seguente test di analisi muscolare condotto personalmente in laboratorio:

Soggetto altezza 171 centimetri – cavallo 82.6 centimetri

Figura 4 Dati espressi in percentile, l’indice di omogeneità è migliore se tendente a 0

Il test vede espressi i valori in percentuale del massimo di utilizzo dei vari comparti muscolari analizzati, la distribuzione del coinvolgimento delle contrazioni durante la pedalata ci dà indici di lavoro più o meno omogenei e ci aiuta a definire la staffa complessivamente più conveniente per il soggetto.

Esame eseguito con elettromiografo su simulatore con staffa regolabile in lunghezza con soggetto ad rpm costanti e rapporto fisso.

 

Lanciamo alcuni stimoli per le riflessioni, consideriamo due atleti diversi:

  • Atleta A – altezza 185 centimetri – cavallo 89 centimetri – esplosivo – stradista – buona mobilità articolare – pedivella 175 millimetri.
  • Atleta B – altezza 171 centimetri – cavallo 82.6 centimetri – resistente – biker – buona mobilità articolare –  pedivella 175 millimetri.

Entrambi gli atleti utilizzano pedivelle da 175 millimetri (imposte dal mercato e dal retaggio culturale), seppur ritrovando differenti proporzioni corporee e caratteristiche muscolari. È evidente che la scelta di utilizzare le staffe da 175 millimetri per entrambi non è la soluzione migliore, ma ad oggi viene spesso adottata in quanto è semplicemente quella più facile da realizzare, bisogna anche considerare che il ciclista medio cosi come il negoziante, è restio ad adottare o vendere componentistica fuori standard.

Seguendo il nostro ragionamento possiamo orientare la scelta delle staffe in maniera differente:

  • Atleta A – dovrebbe avere da tabella delle staffe da 177.5 millimetri, considerando la sua propensione al lavoro a coppia elevata e le sue buone doti di sprint possiamo assecondare il tutto mantenendo questo dato per definitivo. Quindi una modifica di +2.5 millimetri.
  • Atleta B – dovrebbe avere da tabella delle staffe da 175 millimetri, considerando la sua scarsa propensione al lavoro a coppie elevate e le sue scarse doti di sprint possiamo rettificare il dato a 172,5. Quindi una modifica di -2.5 millimetri.

CONCLUSIONI

 

Per definire la lunghezza ideale della pedivella per ognuno di noi esistono vari test in laboratorio, passiamo dalla video analisi alla misurazione diretta del gesto di spinta, la scelta finale deve tenere conto di fattori estrinsechi ed intrinsechi spesso collegati tra loro, quindi la soluzione migliore sta sempre nel ragionamento.

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